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sabato 14 gennaio 2017

domenica 8 gennaio 2017

REVELATION (Cristina Bove)



Le poesie più vere
hanno parole scritte in bianco
bisogna saper leggere gli spazi
udire le cadenze delle rime
nell’esperanto del silenzio
fraseggi percettibili
a chi lo sguardo dice più del suono
messaggi per sapienti analfabeti
e sognatori
anche di punti in sospensione omessi
di percezioni inesprimibili
contatti di confine in mondi arcani
nel linguaggio dei sensi
_esente da grammatica e sintassi_
nessuna colta acrobazia
può trasmettere in forma letteraria
ciò che soltanto l’anima sa dire
- Cristina Bove

sabato 31 dicembre 2016

giovedì 29 dicembre 2016

IN QUESTO INVERNO




In questo inverno
si diverte il sole
a inondare la terra
di illusioni
primaverili

Qualche fiore
con un po’ di stupore
osa dischiudere la corolla
ignaro
dell’agguato del vento
gelato


-  Giovanna Giordani  -



sabato 24 dicembre 2016

IL DONO





La scatola di latta della mamma era rimasta tale e quale come lei l’aveva lasciata prima di andarsene fra gli angeli.
Agnese l’aveva riposta sullo scaffale in soffitta pensando che un giorno o l’altro l’avrebbe aperta, ma con calma, non era una cosa da fare in fretta. Erano urgenti le incombenze della vita che andava avanti.
Dopo  tanti anni e vicende, fu in uno di quei pomeriggi uggiosi di fine novembre che Agnese si decise a salire in soffitta per riordinare.
Eccola là, fra un sacco di cianfrusaglie,  la scatola tanto familiare, sembrava chiedere di essere aperta al più presto. E Agnese decise che era arrivato il momento. Si strinse nel pesante maglione e, presa la scatola, la poggiò su un vecchio tavolino scrostato.
Un odore di stantio le impregnò le narici appena riuscì a sollevare il coperchio. L’umidità aveva lasciato il segno. Cominciò lentamente a prendere in mano il “tesoro” della mamma. Tutta una serie di rocchetti di filo colorato e da rammendo, qualche ditale (quelli recuperati dai tubetti della conserva), un logoro puntaspilli, un dado nero con i numeri bianchi, l’uovo di legno, un paio di forbici, un rosario, un bigliettino per condoglianze scritto con  la inconfondibile calligrafia della mamma “partecipo al vostro dolore”, rimasto lì perché sostituito probabilmente a causa di quell’antiestetico baffo d’inchiostro uscito dalla stilo,  e poi ancora un santino di San Leopoldo confessore, i biglietti degli annunci di matrimonio dei figli, il quaderno con incollate le ricette ritagliate dalla rubrica di zia Betta di Famiglia Cristiana, qualche moneta da 50 e 100 Lire.
Ma ecco che, nel frugare fra quegli oggetti testimoni di vita, Agnese si trovò fra le mani un rotolino di plastica legato da un nastrino riciclato chissà dove. Dopo averlo liberato dal nastrino, lentamente lo distese e si accorse che aveva le sembianze di un tappetino ornamentale. Non tutti i fiorami di plastica erano rimasti incorrotti e il tutto era piuttosto ingiallito. Il ricordo esplose subitaneo. Certo, era il regalo di Natale, di un lontanissimo Natale, che lei e il fratellino avevano comprato per la mamma. Avevano convinto il papà a dare loro una piccola somma ed erano corsi al negozio più vicino del paese, che poi era quello del fruttivendolo, carichi di speranza di trovare in fretta qualcosa poiché il tempo stringeva. Era la vigilia. Il tappetino era lì, sul ripiano fra le cassette di frutta, bello disteso, tutto bianco con bei ricami plastificati,  e il prezzo era adeguato alle loro possibilità.
Alla mamma doveva piacere. Infatti lei ringraziò con la sua consueta dolcezza e lo mise in bella mostra sulla credenza in cucina. Un ornamento così avrebbe impreziosito la festa a beneficio di tutta la famiglia, la piccola Agnese ne era convinta.
Poi ci fu il presepe, l’albero con le candeline vere,  le canzoni indimenticabili.
 E l’attesa di Gesù Bambino, con i suoi doni. Doni che spesso coincidevano con quelli che desiderava la mamma, ad esempio quando lei diceva che sarebbe stata contenta se avesse portato una piccola lavagna, dei gessetti o magari un libro. Caspita! Lui come l’ascoltava! Lo stupore nel trovare proprio quei doni sotto l’albero era indescrivibile.
Agnese richiuse la scatola stringendosela al petto e, cercando di tenere a bada il magone, si sorprese a sorridere mormorando fra sé: -  per fortuna  i doni che desideravi tu, piacevano anche a noi,  tesoro mio -!

-      -    Giovanna Giordani -


martedì 20 dicembre 2016

E' NATALE (Madre Teresa di Calcutta)


Mentre Caino continua ad uccidere,  Abele rinasce nei miti e i puri di cuore, i soli degni di ereditare la terra



È Natale ogni volta
che sorridi a un fratello
e gli tendi la mano.
È Natale ogni volta
che rimani in silenzio
per ascoltare l’altro.
È Natale ogni volta
che non accetti quei principi
che relegano gli oppressi
ai margini della società.
È Natale ogni volta
che speri con quelli che disperano
nella povertà fisica e spirituale.
È Natale ogni volta
che riconosci con umiltà
i tuoi limiti e la tua debolezza.
È Natale ogni volta
che permetti al Signore
di rinascere per donarlo agli altri.

-         Madre Teresa di Calcutta

giovedì 15 dicembre 2016

I POETI (Franca Canapini)



I poeti
Non invidiate i poeti
palombari degli abissi
astronauti dei cieli
quando i loro occhi
vi trapassano e sembrano altrove;
quando vagano lievi a mezz’aria
sulle faccende faticose del mondo
Non sapete delle pietre pesanti
che si trascinano dentro
degli inferni da cui spremono musica
del loro diavolo in testa
del cuore che pulsa impazzito
fuori tempo
Non deridete i poeti
se li vedete arrancare
su speranze improbabili
progetti impossibili
mancare insicuri risposte sensate
non sapere mai che ore sono
faticare a atterrare;
se li vedete sbandare e come funamboli
mantenersi col piede nel vuoto
Non sapete che spesso precipitano
non visti si abbracciano in posizione fetale
a scontare da soli anche il vostro dolore
Amate i poeti
questi Vecchi Bambini
che setacciano intenti gli umori del mondo
che nella carne e nel sangue esaltati
si rovesciano audaci
a ricomporre i frantumi delle vostre speranze
che da chimici esperti
maneggiano parole urticanti
trasformando l’oscuro in brillante
e vi visitano quando dormite
e vi baciano in fronte se siete soli
 (Franca canapini da Viaggio nella poesia – 2014)