sabato 18 novembre 2017

LA NOTTE







...Poi
venne la notte

Accese il cielo
di stelle
e la terra
di sogni
a spegnerli tutti
non ci riuscì mai
il giorno

- Giovanna Giordani -

martedì 17 ottobre 2017

LA PREDA





- Nessuno mi crederebbe, mio caro Fulmine - disse il cacciatore guardando il suo cane che, scodinzolando, ricambiava lo sguardo con occhi umidi di devozione.
Caricò in spalla il fucile e s'incamminò verso casa. La musicalità dell'acqua del ruscello faceva da sottofondo ai consueti rumori del bosco e accompagnava il suo passo appesantito dall'equipaggiamento di caccia.
Quello che aveva visto quel mattino occupava interamente la sua mente.
Non poteva pensare ad altro.
Si voltò ancora una volta a guardare il ciglio di quel burrone. Cercò di dare un ordine cronologico agli eventi accaduti in così poco tempo.
- Tu non hai colpa Fulmine - disse. - Tu non potevi sapere. Hai fatto solo il tuo dovere: stanare la preda affinchè io la potessi colpire -.
Si ricordò del cane che correva e si fermava ad intermittenza. Poi aveva sentito un frullo d'ali sopra la testa ed immediatamente aveva fatto fuoco. Era seguito un silenzio di ghiaccio. Sembrava che il bosco avesse smesso di respirare.
Il cane si era portato festosamente sul ciglio del burrone.
- Ahi, laggiù non la potrai recuperare la tua preda - gli aveva gridato. Poi lo aveva raggiunto e si era sporto pure lui a guardare. Ciò che si presentò ai suoi occhi gli aveva procurato una sensazione di stupore e di angoscia insieme. Il cuore gli batteva all'impazzata e un sudore freddo lo aveva pervaso per tutto il corpo. Era rimasto così, impietrito, per un tempo indefinito. Mai avrebbe dimenticato quella visione.
Una figura femminile giaceva, inerte, fra i rovi in fondo al burrone.
Con le mani tremanti aveva estratto dallo zaino il canocchiale per vedere meglio.
Il colore delle vesti si confondeva con quello delle foglie degli arbusti, ma quello che lui poteva vedere chiaramente era il viso. Diafano. Occhi chiusi. La bocca semiaperta in una smorfia di dolore. Immobile. Sulla fronte il segno dello sparo e un sangue rosato che scendeva in rigagnoli sul viso andando a disperdersi dietro il collo.
Tutto questo non riusciva, tuttavia, a deturpare la bellezza che quell'immagine sprigionava.
Mai aveva visto nulla di così bello e doloroso assieme.
La fissava, ipnotizzato, mentre sentiva nella sua mente qualcosa che si apriva, qualcosa che risaliva in superficie da profondità mai sospettate. Era un ricordo…una strana sensazione…un fastidio incontrollabile…un ancestrale disagio da soffocare, da rimuovere…Barcollava. Un appiglio…cercava disperatamente un appiglio…
Si era inginocchiato per calmare il tremore delle gambe e, dopo aver riposto il canocchiale, aveva serrato il capo fra le mani.
All'improvviso si era levato un forte vento facendo vibrare il bosco e trascinando con sè tutto ciò che non si poteva opporre alla sua forza.
Il cane gli si era accucciato accanto, impaurito, mentre egli si riparava il viso con il bavero della giacca, rimanendo immobile, in attesa che tornasse la quiete.
Poi, finalmente, il vento si era calmato e il bosco aveva ritrovato la sua pace.
- Devo denunciare l'accaduto - aveva pensato. - E' colpa mia. O forse no. Io ho sparato, è vero, ma ho sparato in aria, ad un volatile. Può averla colpita qualcun altro prima di me. Ma io non posso lasciarla laggiù. Devono portarla via. Dio mio! -.
Alzato il capo, di nuovo aveva guardato giù.
La visione era sparita.
Sui rovi, dove era caduta la figura femminile ferita a morte, erano rimasti impigliati dei petali di fiori abbandonati da quella folata di vento.
Aveva sentito il suo cuore gonfiarsi e restringersi come un mantice e, attonito, cercava di capire. Ma nella sua mente tutto era fermo ed immobile come la visione di quel viso che non lo abbandonava.
- E' stato un brutto sogno - si disse. - Un sogno ad occhi aperti -.
Presto sarebbe arrivato a casa. Gli avrebbero chiesto come mai così in anticipo. Ma lui non avrebbe mai potuto spiegare a nessuno il perché.
- Capisci, Fulmine - diceva - se io raccontassi ciò che ho visto perderei senz'altro la mia buona reputazione, mi prenderebbero per un pazzo visionario, la mia credibilità sarebbe compromessa per sempre. Mi sembra già di sentire le loro risate di scherno.
Io non potrò, non dovrò dirlo a nessuno. Questo sarà per sempre il mio tremendo segreto. Solo mio.
Credo, inoltre, che smetterò di andare a caccia, troverò qualche scusa, dirò che l'umidità del bosco mi procura i reumatismi. E' una scusa credibile.
Stammi vicino, Fulmine, perché oggi, io e te…abbiamo ucciso… una fata -.

- Giovanna Giordani -

giovedì 12 ottobre 2017

OTTOBRE ANCORA




Ottobre mi appartiene
ha udito il mio primo vagito
e ad ogni suo ritorno
io rinasco
e stupisco
come  la foglia raggiante di luce
sospesa  nel cielo turchese

Ottobre mi appartiene
anche quando distende
la sua nebbia dintorno
e nel silenzio lo sa
che noi c’intendiamo

- Giovanna Giordani -


domenica 1 ottobre 2017

FOTOGRAFIE




Avete sonnecchiato
nel cassetto
mentr'io, a braccetto
vagavo col destino.
Ed ora che mi accingo
a riordinare
i luoghi in cui ho riposto
il mio passato
vi ho ritrovate
in risveglio fra le dita
e non posso fare a meno
di osservare.

Custodi fedeli
mi mostrate
l'immagine di attimi
di vita
fissati a colori
o in bianco e nero
per farmi ricordare
che io...c'ero

E non badate al mio sorriso
di malinconia
mentre vi lascio una carezza
e vado via.


- Giovanna Giordani - 

domenica 3 settembre 2017

I GIUSTI (Borges)




Un uomo che coltiva il suo giardino, come voleva Voltaire.
Chi è contento che sulla terra esista la musica.
Chi scopre con piacere un’etimologia.
Due impiegati che in un caffè del Sur giocano in silenzio agli scacchi.
Il ceramista che premedita un colore e una forma.
Il tipografo che compone bene questa pagina, che forse non gli piace.
Una donna e un uomo che leggono le terzine finali di un certo canto.
Chi accarezza un animale addormentato.
Chi giustifica o vuole giustificare un male che gli hanno fatto.
Chi è contento che sulla terra ci sia Stevenson.
Chi preferisce che abbiano ragione gli altri.
Queste persone, che si ignorano, stanno salvando il mondo.
- JORGE LUIS BORGES  -

domenica 20 agosto 2017

CHI VUOLE QUESTA GUERRA?






Non ho nulla di nuovo da insegnare al mondo.
La verità e la non violenza sono antiche come le montagne.

 Gandhi





Al momento di marciare molti non sanno
 che alla loro testa marcia il nemico.
 La voce che li comanda
 è la voce del nemico.
 E chi parla del nemico
 è lui stesso il nemico.

 Bertolt Brecht



La guerra che verrà
non è la prima. Prima
ci sono state altre guerre.
Alla fine dell’ultima
C’erano vincitori e vinti.
Fra i vinti la povera gente
Faceva la fame. Fra i vincitori
Faceva la fame la povera gente egualmente.

- Bertolt Brecht -




https://secure.avaaz.org/it/petition/VORREI_CHE_IL_DIRITTO_INTERNAZIONALE_SI_ATTIVASSE_AFFINCHE_CESSI_OGNI_GUERRA_NEL_MONDO/?pv=6%20Qua...

giovedì 10 agosto 2017

DONDOLA




Dondola un pensiero
sull'amaca della mente
se ne sta lì beato
senza fare niente
Lo pizzico 
lo stuzzico
ma niente
lui si dondola piano
impercettibilmente
finché mi arrendo
e lo lascio sognare
Meglio non turbare
un pensiero innocente.


- Giovanna Giordani -

martedì 8 agosto 2017

PRIMA DEL TEMPORALE





Minacce oscure
tuonano dal cielo plumbeo
inghiottendo il sole
Il vento più non gioca
ammutoliscono i grilli
ed ogni altra voce
sospeso è ogni respiro
mentre nell’aria
dignitosa e immobile
 si espande
   un’attesa…

- Giovanna Giordani -

venerdì 21 luglio 2017

LUGLIO




Luglio è come un nobile leone   
che contempla il suo regno soddisfatto
spalancando le fauci verso l’alto
quasi un idillio fra la terra e il cielo

non paventando fulmini nè tuoni
Disteso al sole osserva compiaciuto
lo svolgersi del corso dell’estate
feconda e indaffarata fra i pistilli

custodi del  segreto della vita

- Giovanna Giordani


venerdì 7 luglio 2017

SARDEGNA






(A Piera)


Regina di antiche bellezze
giustamente orgogliosa
mostri al mondo
l’orlo acquamarina
delle tue vesti
trapuntate di smeraldi

Il tuo popolo ti ama
e ti protegge
vulnerabile beltà
che dal  trono di sole e fiori
incanti
chi  si accosta
al tuo regno
d’arcobaleni

- Giovanna Giordani





giovedì 6 luglio 2017

PICCOLA GATTA COLOR MIELE




La fame saziata e la pennichella
sulla poltrona per te riservata
piccola gatta color miele
non chiedi che un po’ di cibo
e tanto meglio se arriva una carezza
Piccola gatta color miele
mi doni la tua pace invidiabile
mentre si smorzano piano le fusa
e con Morfeo t’immergi  nel sonno
delle belle creature innocenti

- Giovanna Giordani -





giovedì 8 giugno 2017

NOTIZIE DEI NOSTRI TEMPI



Terrore terrore
ancora terrore
orrore
uccidono le persone buone
uccidono le persone innocenti
oh Dio
oh my  God
lasci fare?

Giustizia giustizia
è scappata
è sparita
Rimangono i diritti
E i doveri?
I doveri sono antipatici
Meglio i diritti
Chi ha i diritti?
Tutti  tutti
ma qualcuno forse  di più

Spengo la tv
Apro la finestra  e ascolto le storie
che gli uccelli si raccontano fra i rami degli alberi
non ci sono storie più belle
finiscono sempre
con un frullo d’ali

- Giovanna Giordani -

mercoledì 31 maggio 2017

IO RINGRAZIO



Quando ricevo il saluto del giorno
con la speranza che mi danza intorno
Quando cammino lieta fra la gente
come pesce che nuota col suo branco
Quando la pace si distende accanto
al mio esistere e mi bacia l’anima
Quando penso che qualcuno ha scritto
una poesia che mi conquista
Quando sento il suono delle campane
ammaliatore come di sirene
Quando penso all’amore e all’amicizia
che ho potuto dare e ricevere
Quando viene sera e  mi abbandono
serenamente ai sogni della notte
Allora
anche a labbra chiuse
per queste
ed altre cose
io ringrazio
la vita

sabato 27 maggio 2017

LEZIONE (Roberta Bagnoli)

Dalla sua silloge "Il fiore matto", una significativa poesia di Roberta Bagnoli


Imparare dal cane
che ti ama senza alcun prezzo
se non quello del grato perdono,
guardare negli occhi un bambino
e sentire che il cuore ti chiama alla vita,
uscire dalla gabbia della rabbia
e scoprire che puoi vivere
senza fare alcun male,
guardare ad occhi spenti
per lasciar defluire
ogni cattiva intenzione,
oggi è tempo di cambiare,
l'alfabeto della natura
è impaziente
di insegnarci la lezione
dell'umano riscatto.

- ROBERTA BAGNOLI -



sabato 13 maggio 2017

ALLA MADRE (Bertold Brecht)



Risultati immagini per immagini festa della mamma



Quando non ci fu più
la misero nella terra

sopra di lei crescono i fiori
celiano le farfalle

lei era leggera
premeva la terra appena

quanto dolore ci volle
per farla così leggera

- Bertold Brecht - 






venerdì 28 aprile 2017

SENZA FARFALLE




Oggi le farfalle non possono volare
un vento troppo forte le ucciderebbe

Oggi sarà un giorno senza farfalle
come quando si ha la certezza
che in qualche posto
esista
una qualche meravigliosa
bellezza


-          Giovanna Giordani   -

sabato 15 aprile 2017

RISURREZIONE





Il sangue dell'odio
e della scelleratezza
grida il dolore
dalla Tua croce
e dalle croci del mondo

Agli innocenti
ai miti
ai pentiti
e ai puri di cuore
hai lasciato promesse
di gioiosa risurrezione

Questa è la loro speranza
come il fiore che muore
per rinascere
al primo abbraccio del sole

- Giovanna Giordani - 

BUONA PASQUA AL MONDO!


giovedì 13 aprile 2017

LA CENA DI BETANIA





Essendo Gesù a Betania, in casa di Simone il lebbroso, mentre era a tavola, venne una donna con un vaso d'alabastro pieno d'unguento d'autentico nardo, di grande valore e, rotto l'alabastro, versò il profumo sul capo di Gesù.
Allora alcuni s'indignarono dentro di sé: "A che pro tanto spreco di profumo? Si poteva vendere quest'unguento per più di trecento denari e darli ai poveri". E mormoravano contro di lei.
Ma Gesù disse: "Lasciatela fare; perché le date noia? Ella ha compiuto una bella azione verso di me. I poveri, infatti, li avete sempre con voi e potete far loro del bene quando volete, mentre non avrete me per sempre.
Ella ha fatto quel che poteva, ha anticipato l'unzione del mio corpo per la sepoltura. In verità vi dico: ovunque sarà predicato il Vangelo nel mondo intero, si parlerà pure di ciò che ella ha fatto, in suo ricordo".

Vangelo di Marco 14, 3-9

sabato 8 aprile 2017

PAROLE (Anne Sexton)





“Ho così tanto da dire,
così tante storie, immagini, proverbi, ecc.
Ma le parole non ce la fanno,
mi baciano quelle sbagliate.
A volte volo come un’aquila
ma con le ali dello scricciolo.
Provo comunque a prendermene cura
e ad essere gentile.
Uova e parole vanno maneggiate con cura.
Una volte rotte
non si possono più riparare.”
Anne Sexton

giovedì 30 marzo 2017

ALL'IPOTETICO LETTORE (Margherita Guidacci)




Ho messo la mia anima tra le tue mani. 
Curvale a nido. Essa non vuole altro
che riposare in te.
Ma schiudile se un giorno
la sentirai fuggire. Fa’ che siano
allora come foglie e come vento,
assecondando il suo volo.
E sappi che l’affetto nell’addio
non è minore che nell’incontro. Rimane
uguale e sarà eterno. Ma diverse
sono talvolta le vie da percorrere
in obbedienza al destino.

- Margherita Guidacci - 

IL TUO RICORDO (Margherita Guidacci)




Il tuo ricordo, sul fondo
della mia solitudine,
ne rivela l’ampiezza
e tuttavia la limita.


Così un canto d’uccello
addolcisce l’immensità del cielo
e una singola vela
rende umano il mare.



- Margherita Guidacci -



mercoledì 22 marzo 2017

PRIMAVERA



Mani di nuvola
mi premono il respiro
e il passo ardito
ora si fa lento
è interrotto l'andare
da un incanto
che mi avvinghia
e frantuma la ragione

L'aria dai tetti
semina germogli
che infiorano giardini
dentro al cuore
assorto nell'ascolto
della voce
che sale dalla terra

E sono il mandorlo in fiore
che canta il prodigio rinnovato
e un mare verde
mi naufraga negli occhi
mentre beato
mi sorride
il prato

- Giovanna Giordani - 

mercoledì 8 marzo 2017

SARAI UNA DONNA



Se riuscirai a pensare con la tua testa
nel rispetto degli altrui pensieri

Se ti saprai accettare e valorizzare
come sei e non come altri vorrebbero che fossi

Se accetterai le mode
senza divenirne schiava rischiando la ridicolizzazione
e l’annullamento della tua personalità più profonda

Se non ti spaventerà esporti per denunciare
le ingiustizie che ti colpiranno nella quotidianità
della tua vita e del tuo lavoro
pur nell’incertezza dell’esito della tua battaglia
pur nella certezza che non potresti avere alcun tornaconto
se non quello della tua grande pace interiore
per aver lottato per una giusta causa

Se saprai rispettare
e farti rispettare

Se riuscirai a distinguere la vera amicizia
e custodirla fra i beni più preziosi

Se offrirai solidarietà
senza aspettarti riconoscimento
ma solo perché capisci il valore di tale atteggiamento

Se riuscirai a non affogare nell’onda travolgente dell’amore
ma imparerai a districarti con ingegno
nelle maglie di questo sentimento
indossandolo come un mantello leggero
adatto a tutte le stagioni della vita

Se il saluto che rivolgerai ai tuoi simili
sarà accompagnato da un sorriso
anche se non ricambiato

Se, di tutte le parole che udrai
saprai distinguere le vere dalle fatue
e tenere in uno scrigno di vetro le più luminose
in modo da poter ammirare la loro luce
quando ne sentirai il bisogno

Se saprai difendere il tuo privilegio di essere madre
mostrando artigli di ferro
a chi attenta alla vita dei tuoi e altrui figli

Se, guardando il mare, la luna, la neve, i tramonti,
l’andirivieni delle stagioni con i loro colori,
sentirai sobbalzare il cuore di letizia lieve
come quella dell’usignolo che canta la sua gioia di vivere

allora

saprai di non aver mai tradito te stessa
e, soprattutto
sarai una DONNA
figlia mia.

- Giovanna Giordani

sabato 25 febbraio 2017

OLTRE IL SILENZIO (Piera Maria Chessa)







Il silenzio non è silenzio,
è trama di cose non dette,
di tessuto non finito.
Pensieri rimasti
nella mente o nel cuore,
mai diventati parole.
E’ ricco di sguardi,
di labbra serrate
ma colmo di ogni sentire,
di amore, rancore,
accoglienza o distanza.
E’ un gesto di affetto
o un “ti voglio bene”
non detto,
è complicità o lontananza,
calore, comprensione
oppure indifferenza.
Il silenzio
è la nostra umanità
che si nasconde,
a noi stessi per primi
e poi agli altri.

- Piera Maria Chessa - 

sabato 18 febbraio 2017

MYOSOTIS






Danzano le ore

sul palcoscenico


del mondo

instancabili

danzano

smemorando gioie e dolori

e di nuovo fioriscono

i myosotis

rispecchiando

il cielo



- Giovanna Giordani - 

martedì 14 febbraio 2017

DUBBIO






Lontanamente vicini
occhi negli occhi
anima nell'anima
lassù in alto
oltre il tempo
oltre la vita
immensamente noi
io e.................tu?


- Giovanna Giordani - 

giovedì 9 febbraio 2017

IL CANCELLO



Era un cancello aperto
era un invito
un richiamo 
che mai avevo udito
Oltrepassai la soglia
incuriosita
A spingermi in quel luogo
fu la vita
Si chiuse il cancello
alle mie spalle
il cuore in tumulto
naufragava
in vapori di nebbia
spessa e scura
dove un fantasma
con una lanterna
volle indicarmi
la strada più sicura
per imboccare
la nuova via d'uscita.


- Giovanna Giordani - 

venerdì 27 gennaio 2017

Post in evidenza

QUANDO

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